giovedì 23 dicembre 2010

La terra del Nepal

Vi segnaliamo che nella versione odiena del quotidiano Il Manifesto è pubblicato a pagina 2 un articolo dedicato al Nepal e all'opportunità di una riforma agraria auspicata anche dall'Ufficio dell'ONU per gli affari umanitari.

Nepal: incidente aereo,nessun superstite

Il relitto di un piccolo aereo che aveva a bordo 22 persone, sparito dai radar ieri dopo il suo decollo da un aeroporto nell'est del Nepal, e' stato localizzato. L'aereo era decollato dal piccolo aeroporto di Lamidanda ed era diretto alla capitale nepalese Kathmandu. La polizia nepalese ha confermato che sono tutti morti i 19 passeggeri (18 bhutanesi e un americano) e tre membri dell'equipaggio. Le cause dell'incidente sono ancora da accertare.

Lunag II in Nepal per team francese

Alla fine di ottobre un team francese composto da Max Belleville, Mathieu Detrie, Mathieu Maynadier e Seb Ratel ha effettuato la prima salita del Lunag II (6830m), Nepal. Partendo il 24 ottobre il team ha salito la parete sud est dell'inviolato Lunag II (6830m) lungo una via che hanno chiamato Close the door (IV.5.5 1200m). Dopo un bivacco a 5800m ed uno a 6200m i quattro hanno raggiunto la vetta alle 10.00 di sera, dopo aver superato del ghiaccio esposto sotto la cresta sommitale. Dopo una notte trascorsa appena sotto la cima sono scesi, raggiungendo il Campo Base dopo 22 calate con la corda.Prima del successo sul Lunag II, i francesi si erano acclimatati con un tentativo sulla parete Nord di Jobo Lecoultre (6478m), fallito dopo 800 metri. Il massiccio del Lunag nella regione del Khumbu in Nepal ha attirato l'attenzione degli alpinisti soprattutto dopo la prima salita della parete sud del Jobo Rinjang (6778m) da parte degli statunitensi Joseph Puryear e David Gottlieb.

mercoledì 15 dicembre 2010

Nepal, piccolo aereo dato per disperso

Un piccolo aereo con a bordo 22 persone, compresi tre membri d'equipaggio, è scomparso dai radar in Nepal oggi pomeriggio. Lo riferiscono i media locali. Il velivolo è un charter e appartiene alla compagnia aerea privata Tara Air.

Era partito da Lamidanda, nell'est del Nepal, vicino al monte Everest, ed era diretto nella capitale Kathmandu. Dopo venti minuti dal decollo, la torre di controllo ha perso il contatto con l'aereo, un 9N-AFX Twin- Otter. Sono scattate subito le ricerche con l'aiuto di elicotteri e altri velivoli. Ma le operazioni sono ostacolate dal maltempo che imperversa nella zona. Secondo le autorità nepalesi, tra i passeggeri c'è anche uno straniero.

mercoledì 8 dicembre 2010

Le autorità cinesi hanno lanciato una nuova ondata di arresti di dissidenti

Le autorità cinesi hanno lanciato una nuova ondata di arresti di dissidenti e critici del governo a due giorni
dalla cerimonia nella quale il Premio Nobel per la Pace 2010 dovrebbe essere consegnato al dissidente Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna a undici anni di prigione. Il Southern Mongolian Human Rights Information Centre, che ha i suoi uffici a New York, ha denunciato in un comunicato che la moglie e il figlio di un nazionalista mongolo detenuto sono stati fermati dalla polizia a Hothot, capitale della Mongolia Interna. Il dissidente mongolo, Hada, dovrebbe essere rilasciato dopo aver scontato 15 anni di prigione venerdì 10, il giorno nel quale si terrà a Oslo la cerimonia in onore di Liu Xiaobo, alla quale prenderanno parte una quarantina di esuli cinesi. l gruppo umanitario Human Rights Watch (HRW) afferma in un comunicato che «un utente di Internet, Mou Yanxi, è stato condannato a due anni in un campo di lavoro per aver diffuso sul sito web Twitter un messaggio di solidarietà con Liu Xiaobo». «Un altro, Dai Dongping, è stato accusato di crimini contro la sicurezza dello Stato per aver diffuso su Internet una foto dell'occupazione da parte degli studenti di piazza Tiananmen, nel 1989», prosegue HRW. Amnesty International (AI) infine sostiene che a più di 200 persone, tra le quali l'artista Ai Weiwei e l'avvocato Mo Shaoping, è stato proibito di lasciare la Cina per impedire loro di partecipare alla cerimonia di Oslo. Una quarantina di dissidenti tra cui la moglie del Premio Nobel Liu Xia sono agli arresti domicilari da due mesi.

I Nobel che disturbano i governi

Nobel per la pace, o meglio contro l'oppressione. Il riconoscimento al dissidente cinese Liu Xiaobo, che Pechino ha definito «un'oscenità», non è stato il primo premio ad irritare un governo per l'esplicita volontà del Comitato norvegese di accendere i riflettori sulla violazione dei diritti umani in un determinato Paese: dal Dalai Lama ad Aung San Suu Kyi, all'iraniana Shirin Ebadi, premiati per il loro impegno e le loro azioni non violente in favore della libertà e dei diritti dell'uomo, fondamenti della pace tra le nazioni. Anche nel 1989 al Nobel conferito al Dalai Lama, leader spirituale dei buddhisti del Tibet, per la sua ricerca di «soluzioni
di pace» in difesa «dell'eredità storica e culturale del suo popolo», la risposta della Cina non si fece attendere: Pechino definì il premio frutto di «un complotto dell'Occidente» e accusò il Comitato di «interferire deliberatamente negli affari interni della Cina». Ancora oggi il Dalai Lama, che vive in esilio in India, viaggia per il mondo occidentale per promuovere la causa dei tibetani, ed è diventato il simbolo della lotta per l'autodeterminazione dei popoli. Fu invece accolto nel silenzio della giunta militare birmana, il Nobel conferito nel 1991 ad Aung San Suu Kyi, la leader del movimento di opposizione 'Lega per la Democrazia', all'epoca già agli arresti domiciliari da due anni, e tornata alla libertà solo qualche settimana fa. Oslo riconobbe «il suo impegno per la democrazia» e il suo «coraggio civile» con cui «con metodi pacifici combatte contro un regime caratterizzato dalla brutalità «. Ambigua invece la reazione di Teheran al premio Nobel alla giurista iraniana Shirin Ebadi, nel 2003 (l'anno in cui il mondo si aspettava il premio a Giovanni Paolo II), salutato dalle inattese «congratulazioni» del governo riformista di Mohammad Khatami, dettate forse più da un orgoglio nazionalistico che da un reale riconoscimento dei suoi meriti. Il regime degli ayatollah sottolineava infatti «l'onore per la comunità delle donne iraniane e delle donne musulmane», esprimendo la speranza che le opinioni della militante per i diritti umani «soprattutto in difesa di donne e bambini siano prese in considerazione all'interno come al di fuori dell'Iran».Da allora però Ebadi ha denunciato di subire minacce e
persecuzioni, anche dalle autorità iraniane, ma è sempre rimasta in prima fila per difendere i diritti umani, al fianco dei manifestanti anti-Ahmadinejad o di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata prima alla lapidazione poi all'impiccagione.

L'India parteciperà alla cerimonia di consegna del Nobel per la pace: il Nepal no

L'India ha confermato oggi la sua partecipazione alla cerimonia di consegna del premio Nobel per la
pace al dissidente cinese Liu Xiabao prevista a Oslo per venerdì prossimo. A causa delle pressioni della Cina, il governo indiano aveva tenuto in sospeso la sua decisione. Una fonte ufficiale ha detto oggi all'agenzia di stampa Pti che «non è una questione di discussione bilaterale con Pechino». È da tenere presente che la prossima settimana arriverà nella capitale indiana il premier cinese Wen Jiabao per una visita ufficiale di tre giorni. L'India si unisce quindi ai 44 Paesi che hanno accettato l'invito del comitato norvegese. La sua presenza sarà «allo stesso livello diplomatico delle altre cerimonie» precisa la fonte. Con il Nepal, che ha annunciato oggi la sua assenza, sono invece 20 i Paesi che hanno deciso di boicottare la consegna del prestigioso premio.

Haiti: il colera viene dai caschi blu nepalesi?

L'epidemia di colera ad Haiti sarebbe partita da un accampamento di caschi blu Onu in Nepal. Lo rendono noto fonti vicine a un rapporto che e' stato consegnato al ministero degli Esteri francese. Gli esperti avrebbero "localizzato molto precisamente" il luogo da cui sarebbe partito il contagio a Mirebalais, vicino il fiume Artibonite. Il rapporto e' stato stilato dal professore francese Renaud Piarroux, epidemologo inviato in missione a Haiti dalla Francia su richiesta del ministero haitiano della Sanita'.
Oggi però l'esercito nepalese ha reagito affermando che non ci sono prove che deterinerebbero le accuse.

martedì 7 dicembre 2010

La straordinaria storia della Principessa di Gungtang

E' uscito in questi giorni il romanzo La straordinaria storia della Principessa di Gungtang che narra la vita della Principessa Gyalmo, nata a Gungtang, cittadina del Tibet centro-occidentale, nel 1422, discendente degli antichi imperatori del Tibet e fondatrice di una delle rarissime linee di reincarnazione femminili. La sua storia, umana per sentimenti e passioni, eccezionale per i suoi rapporti con il divino, si trova delineata in un manoscritto, ritenuto scomparso, che recentemente è tornato alla luce. Sulla traccia degli eventi storici descritti con straordinaria vivacità e ricchezza di dettagli, la presente narrazione conduce il lettore in un mondo misterioso, tra complotti di regnanti, ascetismo monastico, pellegrinaggi, pratiche tantriche, ed offre una visione affascinante di quello che doveva essere il Tibet nel quindicesimo secolo.

http://www.alpinestudio.it/

lunedì 6 dicembre 2010

Incendio a Ganze nella provincia autonoma del Tibet

Ci sono volute più di 24 ore per spegnere un pauroso incendio che ha colpito un altopiano nella provincia
sudoccidentale del Sichuan, che ha fatto 22 morti e quattro feriti, due dei quali in gravi condizioni. L'incendio è scoppiato ieri intorno alle 12.00 nella prefettura di Garze, nella provincia autonoma del Tibet, al confine con il Sichuan. Tre ore dopo, le brigate dei vigili del fuoco accorsi sul posto, erano riusciti a spegnere la maggior parte dell'incendio, ma i tizzoni, alimentati dal forte vento sono stati trasportati in un'altra area non lontana, circondando gli stessi pompieri e alcuni residenti. Sono 15 i vigili del fuoco che hanno perso la vita, cinque i residenti e due le guardie forestali. Tutti sono stati colti di sorpresa, dal momento che fronteggiavano il fuoco che invece, in pochissimo tempo, li ha circondati non dando loro scampo. I residenti sono stati allontanati per evitare che le fiamme facessero altre vittime. I vigili del fuoco non hanno potuto raggiungere con i loro mezzi l'area interessata dall'incendio, ed hanno dovuto arrivarci a piedi. Non si conoscono ancora le cause del primo incendio.

Ogni tanto..anche gli elefanti incrociano le zanne

Decine di elefanti con i loro addestratori hanno bloccato oggi le strade di un famoso parco naturale nel sud del Nepal per chiedere un aumento di salario. Lo riferisce l'agenzia di stampa indiana Ians.

La singolare dimostrazione, sostenuta dal partito maoista, è avvenuta a Sauraha, nei pressi della riserva di Chitwan, popolare meta turistica e famosa per i safari con gli elefanti. I "mahout" hanno formato un blocco stradale impedendo l'accesso alle jeep dei visitatori.

Secondo Sukh Bahadur Kumar, presidente della Nepal Mahout Association, i "conducenti" degli animali chiedono un migliore trattamento economico agli albergatori per cui lavorano, che comprende un aumento salariale, ferie pagate, una polizza assicurativa e anche nuove uniformi.

I pachidermi sono infatti una importante risorsa turistica per questa regione dove ogni anno, dal l982, si tiene un torneo internazionale di polo su elefante che sì è concluso sabato.

Accordo discutibile fra Nepal e Cina

Il Nepal e la Cina hanno stretto un accordo per prevenire la fuga dei tibetani in Nepal e "controllare le frequenti proteste contro Pechino". Lo scrivono i media nepalesi rilanciati da Ong pro Tibet.

Nell'intesa di 13 punti raggiunta a Chautara, in Nepal, vicino al confine tibetano, Pechino e Kathmandu si sono impegnati a "restringere l'ingresso dei tibetani in Nepal e sistemare la distribuzione delle carte di ingresso".

In Nepal vivono circa 20.000 esuli tibetani e a Kathmandu si sono viste molte manifestazioni contro l'occupazione cinese, bloccate dalla polizia nepalese. La stessa polizia, ha anche bloccato attivisti tibetani in Nepal nelle loro case, per impedire loro di prendere parte alle manifestazioni. Ogni anno, migliaia di tibetani, sia religiosi che civili, scappano dal loro paese e, attraverso il Nepal, cercano di raggiungere l'India, anche se spesso molti restano nel paese himalayano.

Il governo nepalese, in un tentativo di non inimicarsi il vicino cinese, ha spesso consegnato alle autorità di Pechino, esuli in fuga, attirandosi le critiche internazionali. Il mese scorso, il governo cinese ha offerto un corso di addestramento a Pechino per reparti speciali della polizia nepalese
sulla gestione delle manifestazioni, proprio nel tentativo di bloccare proteste di piazza contro la politica di Pechino in Tibet.


Nel 2009, per la prima volta nella sua storia, il governo di Kathmandu ha annunciato la sua decisione di aumentare la sorveglianza sul suo confine con il Tibet, proprio dietro pressioni
della Cina.


Il Nepal, storicamente, ha sempre assicurato agli esuli tibetani un passaggio attraverso il suo territorio, anche dietro un accordo informale con l'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite raggiunto nel 1989, quando Kathmandu smise di dare ai tibetani lo status di rifugiato, assicurando loro il passaggio attraverso il Nepal verso l'India.

venerdì 26 novembre 2010

Ritiro del Dalai Lama molto più lungo

Il ritiro del Dalai Lama dalla vita pubblica sarà molto più lungo di quanto previsto dalla stesso leader spirituale dei tibetani in una recente intervista televisiva in cui  ipotizzava di andare in «pensione» tra sei mesi.
Secondo l'agenzia di stampa Ians, che cita fonti del governo  tibetano in esilio di Dharamsala, in India,»ci vorrà almeno un anno» e dipenderà dalle decisioni del parlamento che «non si riunirà prima del marzo 2011».
Le dichiarazioni del Dalai Lama al canale televisivo privato indiano CNN-IBN su un suo «pensionamento» anticipato, «hanno destato molta preoccupazione tra i tibetani», secondo la fonte. Nonostante il capo religioso aveva più volte espresso il desiderio di ritirarsi alla vita monastica, la sua successione rappresenta ancora un'incognita. Si teme che la sua scomparsa possa lasciare un vuoto di potere e compromettere quindi la lotta per la causa tibetana. I prossimi mesi sono cruciali. Il 20 marzo si terranno le elezioni da cui emergerà un nuovo governo. L'attuale primo ministro, Samdhong Rinpoche, che il Dalai Lama spesso definisce scherzosamente come il suo «superiore», non può più presentarsi perché la Costituzione tibetana impedisce un terzo mandato. Secondo Ians, il principale candidato scelto nelle «primarie» ottobre, è Lobsang Sangey, laureato in legge alla prestigiosa università di Harvard.

martedì 23 novembre 2010

Attivista tibetano condannato a morte da Cina

Un giovane attivista tibetano è stato condannato a morte da un tribunale cinese, con sospensione di due anni della condanna. Lo rivela il Governo tibetano in esilio e diverse organizzazione non governative che si occupano dei diritti civili.

Sonam Tsering, questo il nome del ragazzo, è originario della contea di Derge Palyul nella regione tibetana del Kham. Il giovane è stato condannato per aver preso parte, fra i leader, alle proteste di Lhasa nel marzo del 2008, in occasione del giro della fiaccola olimpica. Sonam è stato arrestato subito dopo i fatti di Lhasa, per i quali era stata messa anche una taglia sulla sua testa, ma era evaso, per poi essere riarrestato nell'ottobre del 2009.

Al momento non si hanno più notizie di lui, non si sa dove sia detenuto e quali siano le sue condizioni di salute. Come Sonam, la corte ha condannato a diverse pene altri sette tibetani impegnati nelle manifestazioni di Lhasa, che l'hanno aiutato nella sua fuga. Da quel momento, dal 10 marzo del 2008, migliaia di tibetani sono scesi in strada per protestare contro le repressioni del governo di Pechino e per chiedere il ritorno in patria del Dalai Lama.

Secondo alcune stime non definitive, durante gli scontri di quei giorni sono morti 227 tibetani, per lo più per gli spari indiscriminati da parte dell'esercito (come denunciano le ONG), più di 6'800 sono stati arrestati e 510 condannati. A sette di questi ultimi è stata comminata la pena di morte e due condanne sono state già eseguite. I condannati sono tutti giovani di meno di 30 anni.

domenica 21 novembre 2010

Dalai Lama, vorrei ritirarmi e tornare in Tibet

Il Dalai Lama, 76 anni, ha affermato nel corso di un'intervista alla TV indiana CNN-IBN che vorrebbe presto ritirarsi a vita privata e lasciare la carica di capo spirituale tibetano buddista. Una decisione questa dettata dal suo desiderio di poter ritornare nella sua patria, in Tibet. In esilio in India da oltre 40 anni, Kundun attende una presa di posizione del suo Parlamento e dei dirigenti politici anch'essi in esilio.

Qui di seguito l'articolo apparso su La Repubblica:

venerdì 19 novembre 2010

La Mongolia, la sua storia e la sua cultura

Cari amici,
ecco qui il link della trasmissione che ho realizzato per la Radiotelevisione della Svizzera italiana. Soggetto: la Mongolia, raccontata e spiegata con l'aiuto di esperti e delle persone che ho incontrato nel mio ultimo viaggio.

giovedì 18 novembre 2010

Controsensi indiani

La «crema» dell'aristocrazia indiana si trova da oggi nello stato settentrionale del Rajasthan per il matrimonio del figlio del maharaja di Jodhpur, uno dei più ricchi tra gli ex nobili indiani e famoso come il «maharaja dell'acqua» per i suoi progetti a protezione delle risorse idriche. Il suo erede, Shivraj Singh, 35 anni, sposerà la principessa  Gayatri Kumari, proveniente da una famiglia reale dello stato himlayano dell'Uttarakhand. La cerimonia, che si tiene nei prossimi giorni tra Jodhpur , la «città blu» e Jaipur, la «città rosa», sarà una delle più sfarzose degli ultimi tempi, scrivono i media indiani. Sono stati invitati decine di ex maharaja, teste coronate di Nepal e Bhutan e famiglie aristocratiche come i Rothschild. Fonti di stampa riferiscono che per la festa sono stati ingaggiati anche cantanti di fama internazionale, come Mike Jagger, Sting e Bob Geldof. Secondo alcune anticipazioni sulla cerimonia, lo sposo (che nel 2005 rimase in coma per un mese dopo una caduta da cavallo durante una partita di polo), arriverà a bordo di una Roll Royce Phantom II seguita da una processione di elefanti, cavalli con lo stemma di famiglia, oltre a decine di musicisti e danzatori nel tipico costume rajasthano.

martedì 16 novembre 2010

In aiuto delle piante himalayane

Inizierà nel 2011 e più precisamente in ottobre, ai piedi dell'Everest, la raccolta dei semi delle piante himalayane allo scopo di prevenirne l'estinzione. L'iniziativa - denominata HSD, ossia Himalayan seed bank - è stata avviata dal Comitato Everest-K2-Cnr (nell'ambito del programma Share) in collaborazione con l'Università di Pavia e la banca dei semi della Regione Lombardia.

La firma dell'accordo è avvenuta questa mattina a Kathmandu, alla presenza del ministro nepalese Madhav Kumar Nepal, e di Agostino Da Polenza, presidente di Ev-K2-Cnr.

''L'obiettivo - ha spiegato Graziano Rossi, docente dell'Università di Pavia - è di costituire una banca per la tutela dei semi delle piante spontanee che crescono in Himalaya, in una fascia compresa tra i 3.500 e i 6.000 metri''. I semi verranno conservati in un laboratorio nella sede del Nast (Nepalese academy science and technology) a Lalitpur (Kathmandu). Due le tipologie di piante oggetto del progetto: quelle di interesse medicinale, delle quali c'è un grosso sfruttamento per l'uso comune e la commercializzazione, e quelle delle zone alpine, che rischiano di scomparire come effetto dei cambiamenti climatici.


sabato 13 novembre 2010

Buone notizie per i leopardi delle nevi

Nella regione himalayana cresce la popolazione dei leopardi delle nevi. Grazie anche al fatto che non è più necessario cacciarli.

Leggi l'articolo di montagna.tv

domenica 7 novembre 2010

Nepal, scomparso l'eroe dei cieli dell'Himalaya

E' dato per disperso Sabin Basnyat, pilota di elicotteri nepalese entrato nella storia alcuni mesi fa per aver realizzato il salvataggio "più alto del mondo". Secondo la compagnia a cui apparteneva il mezzo, Basnyat si è schiantato contro una montagna nei pressi dell'Everest. L'uomo era in missione accompagnato da un meccanico per soccorrere due alpinisti sull'Amadablam, montagna di quasi 7mila metri. Basnyat - nei suoi numerosi interventi - salvò tre alpinisti spagnoli sull'Annapurna a 7mila metri di altitudine.

lunedì 1 novembre 2010

Primi turisti stranieri invernali in Tibet

Ieri, 31 ottobre, il primo gruppo di viaggiatori stranieri è giunto a Lhasa dall'attivazione del turismo invernale. Si tratta di turisti provenienti da Australia, Canada, Finlandia e Gran Bretagna. Nei prossimi giorni, secondo quanto riporta Radio Cina Internazionale, potranno visitare i famosi siti del Potala e del Tempio Jokhang.

Stando ai dati dell'Ufficio di Statistica della regione autonoma del Tibet, nei primi tre trimestri, sono stati ospitati 190 mila turisti stranieri, vale a dire il 40 percento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

mercoledì 27 ottobre 2010

Tibetani contro l'imposizione della lingua cinese

Centinaia di studenti e professori tibetani che vivono nella provincia cinese del Qinghai hanno chiesto in una lettera aperta alle autorità locali che nelle scuole si continui ad insegnare in tibetano.

La lettera, diffusa oggi dal gruppo Campagna Internazionale per il Tibet, è stata redatta a pochi giorni delle manifestazioni di protesta contro la politica linguistica cinese che si sono svolte in numerosi centri del Qinghai la settimana scorsa. Il gruppo afferma che dopo le manifestazioni, che si sono svolte pacificamente, più di 20 studenti della scuola media di Gonghe (Chabcha in tibetano) sono stati arrestati mentre altri «potrebbero essere detenuti» all'interno delle loro scuole.

Gli oltre 300 firmatari della lettera sostengono che anche se per gli studenti tibetani è indispensabile imparare il cinese, «la principale lingua d' insegnamento deve rimanere il tibetano».

Le autorità della provincia hanno in programma di fare del cinese la lingua base dell'insegnamento entro il 2015.


A Zurigo manifestanti in sostegno del Tibet

Manifestazione in sostegno del Tibet a Zurigo. Circa 350 persone si sono riunite davanti al consolato cinese per protestare proprio contro la decisione di Pechino di imporre la lingua cinese nelle scuole dell'obbligo tibetane, a scapito dell'idioma autoctono. In particolare i manifestanti hanno chiesto che venga rispettata la libertà linguistica, libertà iscritta nella stessa costiuzione del paese. Una lettera è stata inviata al consolato contenente tale rivendicazione.

lunedì 25 ottobre 2010

Nepal, addio a Chhewang Nima Sherpa

Era ad un passo dalla vetta del Baruntse, Chhewang Nima Sherpa, mito dell'alpinisimo in Nepal, travolto da una valanga a circa 80 metri dalla cima della montagna che si trova fra l'Everest e il Makalu. Fortissimo atleta era salito per ben 19 volte sull'Everest.

mercoledì 20 ottobre 2010

In piazza per salvare la lingua tibetana

Manifestazione ieri a Tongren, nel nordovest della Cina, contro le limitazioni imposte all' uso della lingua tibetana nelle scuole. Migliaia di giovani tibetani, secondo il Free Tibet Camping -gruppo formato da esuli tibetani - sono scesi in piazza per criticare la riforma voluta da Pechino che prevede l'uso della lingua cinese nell'insegnamento, a scapito di quella tibetana. Secondo quanto riporta il gruppo la protesta si è svolta pacificamente e la polizia non è intervenuta.

venerdì 15 ottobre 2010

Nepalese nel Guiness dei primati


Ha compiuto giovedì 18 anni ed è alto 67 centimetri per poco meno di 5 chili e mezzo. Si tratta di Khagendra Thapa, nepalese che è entrato ufficialmente a far parte del libro Guiness dei primati, per la sua minuscola taglia. Khagendra ha così battuto il suo antagonista colombiano Edward Nino Hernandez, ben più alto di 3 centimetri.

La cerimonia per festeggiare la nomina è stata organizzata a Pokhara. Il padre del giovane non riesce a spiegarsi come il figlio sia così piccolo. Alla nascita pesava solo 600 grammi. Khagendra ha un fratello di 13 anni, il quale però non è affetto da nanismo.

Del peso di un neonato Thagendra lavora con una troupe di danzatori itineranti. Dal prossimo anno dovrebbe diventare ambasciatore di buona volontà del Nepal.

martedì 12 ottobre 2010

Monasteri, diritti ancora violati in Tibet

Maggiore controllo sui monasteri tibetani per ridurre l'influenza del Dalai Lama. Questa la nuova mossa pensata dalle autorità cinesi. A partire quindi dal primo novembre entreranno in vigore le cosiddette nuove "Misure di gestione dei monasteri e dei templi buddisti".

In un comunicato dell'amministrazione per gli affari religiosi si può leggere che la decisione è stata presa dopo aver verificato che in alcuni monasteri i monaci sono stati influenzati da "forze separatiste interne ed esterne, le quali hanno seriamente influenzato il normale ordine del buddismo tibetano... e offerto alla cricca del Dalai Lama un'opportunità per complottare e spargere confusione nell'area tibetana, impegnandosi in distruttive attività separatiste».

I nuovi regolamenti serviranno, si può sempre leggere, "a mantenere il normale ordine del buddismo tibetano e a costruire un'armoniosa società socialista".

La nota segue la notizia, diffusa venerdì scorso dal Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia (Tchrd), della condanna di due monaci coinvolti nelle proteste tibetane del 2008: Jampel Wangchuk e Kunchok Nyima, del monastero di Drepung, uno dei più importanti del Tibet, dovranno scontare rispettivamente l'ergastolo e 20 anni di carcere.

mercoledì 6 ottobre 2010

Nepal, ancora nessun premier

Il Parlamento nepalese - per la decima volta consecutiva- non e' riuscito a eleggere un primo ministro e a sbloccare lo stallo politico che dura da ormai tre mesi. Il candidato del partito moderato del Congresso nepalese ,Ram Chandra Poudel, unico rimasto in corsa dopo il ritiro del leader maoista Prachanda, ha ottenuto il si' di 109 parlamentari (praticamente quelli del suo partito).

Come in passato, il partito maoista e quello comunista hanno boicottato il voto. Si sono astenuti anche i partiti regionali del sud del Nepal. Per la nomina del premier e' necessaria la maggioranza dei 601 seggi.


martedì 5 ottobre 2010

Nepal: la polizia blocca elezioni del governo tibetano



La polizia nepalese ha bloccato le elezioni del governo tibetano in esilio, nonostante l'autorizzazione formale delle autorità locali.
Ieri, a Kathmandu, le forze dell'ordine hanno fatto irruzione nei seggi, confiscandomigliaia di schede elettorali utilizzate dalla comunità tibetana per eleggere Primo ministro e membri del parlamento delgoverno tibetano, in esilio in India. L'operazione ha scatenato le proteste degliattivisti tibetani, che accusano governo e polizia di attuare una vera e propria repressione nei loro confronti, coordinati con la Cina. "C'è stata una totale violazione dei diritti umani - ha riferito un esiliato - noi crediamo che chiunque abbia il diritto di votare". Ha dichiarato il suo sdegno Mary Beth Markey, presidentessa del gruppo Campagna Internazionale per il Tibet, che ha definito una "intrusione ingiustificata" l'azione delle forze di polizia nepalesi, che hanno ostacolato il "diritto democratico al voto".
Dopo l'invasione di Lhasa del 1950 e l'esilio del Dalai Lama in India, (1959), il Nepal ha ospitato migliaia di rifugiati in fuga dal Tibet, consentendo ad essi il sostegno del governo in esilio.


lunedì 4 ottobre 2010

mercoledì 29 settembre 2010

Ladakh, un popolo che supera i drammi

Reportage sul Ladakh, colpito da alluvioni lo scorso mese di agosto.

http://www.corriere.it/esteri/10_settembre_28/india-ladakh-reportage_bd42f55c-cb1f-11df-8d0c-00144f02aabe.shtml

Tibet: iniziati i lavori di estensione della ferrovia più alta del mondo

Sono iniziati ieri i lavori per l'estensione della piu' alta ferrovia del mondo, quella che collega la capitale del Tibet, Lhasa, con Xigaze, la seconda citta' piu' grande nella regione autonoma sud occidentale cinese del Tibet. Lo riferisce lo Shanghai Daily.  La linea ferroviaria, lunga 253 chilometri, passera' attraverso cinque contee e lungo i 90 chilometri del Grand Canyon Yarlung Zangbo. Per terminare i lavori occorreranno quattro anni. Si trattera' della prima estensione della linea Qingai-Tibet inaugurata nel luglio 2006. La ferrovia da Lhasa a Xigaze, con un budget previsto di 13,3 miliardi di yuan (circa 2 miliardi di dollari) sara' capace di trasportare 8,3 tonnellate di merci all'anno.  Il Ministro delle ferrovie cinesi, Liu Zhijun, ha inoltre dichiarato che si tratta di un progetto chiave che consentira' anche l'espansione e l'accelerazione dello sviluppo sociale ed economico del Tibet. Xigaze, che ha oltre 600 anni, e' la sede del Panchen Lama.

domenica 26 settembre 2010

Villaggio natale del Dalai Lama restaurato

Le autorità cinesi hanno quasi completato i lavori di restauro di Hong'Ai, il villaggio che ha dato i natali al 14mo Dalai Lama, che vive in esilio in India. È la stessa agenzia Nuova Cina, in un lungo servizio esclusivo, a informare del completamento delle operazioni di restauro che hanno ridato una veste nuova al vecchio villaggio, il cui nome tibetano è Taktser, nella provincia del Qinghai (Amdo in tibetano).

Secondo la Nuova Cina, tutte le 54 famiglie del villaggio vivranno dalla fine di settembre non più in capanne, ma in case di pietra resistenti alle intemperie e, come nelle città, con le toilette. Per i lavori ci sono voluti 16 mesi e una spesa superiore ai 300'000 euro.

Il villaggio vive di agricoltura e ha un introito medio annuo per ogni persona pari a circa 400 euro, due terzi della media nazionale riferita ai contadini. Tra i beneficiari dell'iniziativa vi è anche Gonpo Tashi, 63 anni, nipote del Dalai Lama. Le case sono in stile tibetano ma con forti caratteri cinesi. Lo stesso Gonpo ha detto alla Nuova Cina, che questo non è importante perchè «i tibetani qui vivono in maniera non diversa dai cinesi Han».

«Non a caso - conclude Gonpo in una dichiarazione la cui autenticità lascia comunque parecchi dubbi - il tibetano non era molto parlato quando il Dalai Lama è nato qui nel 1935». E alla
Nuova Cina spiega, anche in questo caso sollevando dubbi, che i tibetani di Hong'Ai hanno adottato il modo di vivere dei cinesi Han oltre cento anni fa. Il nipote del leader spirituale avrebbe poi detto di aver incontrato due volte il Dalai in India, ma di non sentirlo da tempo.

Secondo la Nuova Cina, Gonpo ha anche detto di non essere sicuro che il Dalai Lama potrà vedere con i suoi occhi il cambiamento di Hong'Ai. «Io credo - ha concluso Gonpo - che se lui tornasse, tutti i problemi si risolverebbero».

mercoledì 22 settembre 2010

Bhutan, quelle tigri che amano l'altitudine...

Dopo mesi di ricerche e di avvistamenti, una troupe della BBC è riuscita a filmare alcune tigri a 4'000 metri di altezza nel regno himalayano del Bhutan.

Guarda il servizio de L'Espresso e il video.

martedì 21 settembre 2010

Dalai Lama in visita in Ungheria

"Ho sempre ammirato il popolo ungherese a causa della lotta per la libertà del 1956". E' quanto dichiarato dal Dalai Lama in un discorso tenuto ieri al Parlamento di Budapest. Il capo spirituale del Tibet si trova in visita di quattro giorni in Ungheria e a Budapest ha ricevuto anche la cittadinanza onoraria della capitale. Nel palazzo dello sport il Dalai Lama ha tenuto una lezione sui veri valori della vita davanti 12.000 persone. "Il '900 è stata l'era dei massacri in tutto il mondo senza che si sia riuscita a trovare la soluzione dei problemi: la violenza non è una soluzione, solo il dialogo può recarla e il secolo 21/mo sarà il secolo del dialogo», ha detto fra l'altro.

Incontrando i deputati, ha parlato anche di nuove possibilità di dialogo con i dirigenti cinesi sul Tibet, il suo Paese rivendicato da decenni dalla Cina. Il Dalai Lama ha già visitato molte volte
l'Ungheria, dove si trova una consistente comunità di buddhisti.

Nepal, Prachanda, fuori dai giochi

Il leader maoista nepalese Prachanda ha deciso la scorsa settimana di abbandonare la corsa per la carica di primo ministro. Per le prossime elezioni che si terranno il 26 settembre, secondo quanto riferito da media locali, non ripresenterà la sua candidatura-

La decisione è stata presa in una riunione del partito degli ex ribelli che rappresenta la più grande forza politica nell'assemblea legislativa provvisoria di Kathmandu e che ha costretto alle dimissioni l'ex premier Madhav Kumar Nepal lo scorso giugno.

Il suo ritiro lascia così campo libero all'unico candidato rivale, Ram Chandra Poudel, del partito del Congresso nepalese (l'ex partito di governo). Tuttavia, a causa del disaccordo tra le principali tre forze politiche, neppure Poudel ha la maggioranza dei 601 voti necessari per la nomina del premier.

giovedì 16 settembre 2010

Nepal, un'auto "particolare" per i turisti

Mossa turistica molto particolare quella decisa da un responsabile del Governo di Kathmandu. Un'automobile regalata da Hitler al re del Nepal Tribhuvan sarà presto resa funzionante e utilizzata per trasportare i visitatori dell'antico palazzo reale della capitale. La Mercedes Benz del 1939 si trovava da oltre 5 anni in un deposito, dopo essere stata usata durante un corso per meccanici. Le portiere, i sedili e il tetto dovranno essere riparati.

giovedì 9 settembre 2010

Tibet, tasso di crescita demografica elevato

Il Tibet è la regione con il tasso di crescita demografica più alto della Cina: lo ha riportato oggi l'agenzia governativa "Xinhua". Secondo quest'ultima, che ha citato un documento ufficiale presentato ad un seminario sulla demografia a Lhasa, la capitale regionale, il Tibet contava 2,9 milioni di residenti a fine 2009 contro il milione e 228 mila del 1959 pari ad un incremento del 140%.


Xinhua ha spiegato che nell'ultima decade, la popolazione del Tibet è cresciuta ad un ritmo dell'1% all'anno, pari a quasi il doppio della media nazionale che è di circa lo 0,5%. La popolazione della Cina è quasi raddoppiata nell'ultimo mezzo secolo: dai 650 milioni degli anni '50 è passata al miliardo e 300 milioni del 2008.

mercoledì 8 settembre 2010

L'ONU minaccia di mettere fine alla sua missione in Nepal

L'ONU ha minacciato martedì di mettere fine alla sua missione politica in Nepal se i partiti che compongono il parlamento non dovessero in breve tempo risolvere la crisi politica in corso ed eleggere al più presto il primo ministro. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha confermato e ribadito la posizione presa dalla sua organizzazione. "Invito tutti i partiti a fare del loro meglio per risolvere la crisi, è necessario intraprendere un dialogo serio e duraturo" ha dichiarato ieri il segretario generale. L'ONU ha preso posizione ieri dopo che domenica, per la sesta volta dal 30 giugno, il parlamento nepalese non è riuscito ad eleggere il primo ministro.

martedì 7 settembre 2010

Un fumetto racconta la vita del Dalai Lama

E' uscito in questi giorni il nuovo fumetto del disegnatore giapponese Tetsu Saiwai. Si tratta del racconto della vita del 14mo Dalai Lama. Sarà tradotto in dieci lingue (per ora è uscita la versione inglese). Disegnato da uno dei più importanti disegnatori di manga il volume racconta in maniera semplice ed efficace allo stesso tempo la vita di Tenzin Gyatso e quella del popolo tibetano nel corso dehli ultimi settant'anni.

Nepal: distribuzione di filtri per l'acqua inquinata dall'arsenico

Le organizzazioni umanitarie stanno distribuendo filtri per l'acqua a circa 37 mila famiglie che vivono nelle pianure di Terai, Nepal meridionale, al confine con l'India, che si stanno lentamente inquinando con l'acqua contaminata dall'arsenico. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, l'1.8% dei pozzi del paese supera lo standard di inquinamento da arsenico in Nepal di 50 parti per miliardo (ppb). Un ulteriore 5.6% supera lo standard previsto dall'Oms di 10 ppb, per un totale di 84.411 pozzi contaminati. L'arsenico, che causa problemi di salute come melanosi, cheratosi e cancro, può inquinare le falde acquifere naturalmente e attraverso le attività umane come l'industria mineraria, con i pesticidi e i fertilizzanti che contengono arsenico.

lunedì 6 settembre 2010

Code in Mongolia interna: problemi di approvigionamento di carbone

Sta creando problemi seri all'approvvigionamento di carbone in Cina la coda chilometrica sulla strada che dalla Mongolia interna porta a Pechino. Da venerdì, anche se in realtà la coda cominciata ad agosto non si è mai interrotta, in un tratto dell'autostrada 110 migliaia di camion e auto sono ancora bloccati, altri si muovono a passo d'uomo. La strada è interessata da lavori che non termineranno prima di settembre e la cosa rende tutto più difficile. A questo bisogna poi aggiungere che la Mongolia interna è diventata, con la chiusura di diverse miniere in Shanxi per questioni di sicurezza, l'unico grande produttore cinese di carbone, materia dal quale dipende il 70% dell'energia della Cina. Negli ultimi giorni, dopo che venerdì scorso furono oltre 10.000 i camion bloccati sulla 110, con una coda di 120 chilometri, il governo cinese è corso ai ripari aprendo alcune vie d'uscita nella provincia dell'Hebei che hanno parzialmente alleggerito il traffico. Restano ancora bloccati 8 chilometri di strada e, secondo gli esperti di Pechino, nuove code sono prevedibili. La strada è una ramificazione dell'autostrada che dovrebbe collegare Pechino con Lhasa, in Tibet, 3.700 chilometri la maggior parte dei quali ancora in costruzione. Al momento la strada collega solo la capitale con Xining e chiunque voglia arrivare a Pechino o a Tianjin dal nordovest, può solo farlo attraverso questa arteria. Su questa, convergono ben quattro strade nazionali, creando così un collo di bottiglia.Oltre alle ore fermi sulla strada, molti camionisti hanno lamentato la perdita economica per non aver potuto scaricare la merce e ritornare a caricare, o per il deterioramento delle derrate alimentari che trasportano, ma soprattutto hanno denunciato rapine.

Il Nepal è sempre senza primo ministro

Il parlamento nepalese non è riescito per la sesta volta ad eleggere il primo ministro. Domenica il parlamento si è riunito nuovamente per risolvere la crisi di governo che dal 30 giugno ha gettato il paese in una grave crisi politica. Il presidente dell'Assemblea si è detto ieri seriamente preoccupato per le sorti del paese himalayano se non si dovesse risolvere a breve la crisi. Nella votazione di ieri il leader maoista Prachanda ha ottenuto 240 voti non sufficienti per ottenere la maggioranza del Parlamento che è composto da 601 membri.
Dalla fine di giugno il paese è retto da un governo intermediario con limitati poteri che impediscono tra l'altro le negoziazioni per intraprendere gli investimenti necessari per risolvere la grave crisi economica di uno dei più poveri paesi del mondo

giovedì 2 settembre 2010

Discutibile progetto quello anticipato dalla Agenzia Nuova Cina in questi giorni. Pechino avrebbe dato il suo avallo per la costruzione di un hotel a 5 stelle all'ingresso del canyon Yarlung Tsangpo, considerato uno dei luoghi più lunghi e profondi al mondo. La lussuosa costruzione dovrebbe sorgere nella remota cittadina di Pai e dovrebbe contare circa 150 stanze.

Il costo per la sua realizzazione è di 11 milioni di euro. L'esigenza di costruire un albergo di questo tenore è stata dettata dalla richiesta di alcuni clienti facoltosi che si lamentavano dell'assenza di un hotel del genere nel Tibet orientale.

La sua gestione sarà in mano a management straniero (quale? le agenzie per ora tengono le bocche cucite). Intanto c'è chi si dice perplesso per la "location" scelta. Secondo l'esploratore Yang Yong la zona è piena di pericolo, nel lungo elenco stilato compaiono: slavine, inondazioni e animali velenosi.

Mongolia interna: coda di 120 kilometri

Sono oltre 10.000 i camion intrappolati in un maxi ingorgo nella Mongolia interna, che hanno formato una coda di almeno 120 chilometri. La televisione cinese Cctv mostra immagini degli automezzi che trasportano
carbone, incolonnati sulla stessa autostrada, la 110, gia' interessata da due maxi ingorghi nelle scorse settimane, tanto che in un primo momento alcune fonti ne avevano parlato come il prolungamento di uno di questi.^Normalmente, questa strada che da Pechino arriva in Mongolia toccando anche la provincia dell'Hebei, viene percorsa dai camion ad una velocita' di 30 chilometri orari. Ma sull'autostrada da mesi sono in corso lavori che dureranno fino alla fine di settembre e che limitano la percorribilita'. Gli accessi alla 110 sono bloccati anche dalle zone limitrofe, mentre solo qualche arteria di ingresso nell'Hebei e' libera. Gli autisti dei camion bloccati nelle code attribuiscono invece l'improvviso aumento del gia' intenso traffico sull'autostrada al boom del trasporto di carbone dalla Mongolia Interna verso la capitale. Il fenomeno sarebbe esploso dopo la chiusura forzata di una serie di miniere illegali nella provincia dello Shanxi, piu' vicina a Pechino, ritenute troppo pericolose. Anche molte delle miniere che dalla Mongolia inviano oggi il loro carbone a Pechino sono illegali, secondo le testimonianze dei camionisti. Le miniere di carbone cinesi sono spesso gestite da imprenditori improvvisati che trascurano le piu' elementari misure di sicurezza. Ogni anno migliaia di minatori perdono la vita in incidenti sul lavoro provocati da frane, esplosioni o inondazioni. Sulla stessa autostrada, nei pressi di Pechino, il 26 agosto termino' dopo nove giorni una coda di 100 chilometri, mentre il 28 se ne formo' un'altra di 30 chilometri.

Tibet: avanza la speculazione

Un hotel a cinque stelle verra' costruito all'ingresso del Canyon Yarlung Tsangpo, considerato uno dei piu' lunghi e profondi al mondo e secondo molti il piu' scenografico del Tibet. Lo riferisce la stampa cinese. L'hotel dovrebbe sorgere in montagna, nella remota cittadina di Pai e dovrebbe avere 150 stanze per poter accogliere circa 300 ospiti. Secondo quanto riferito all'Agenzia Nuova Cina da Liu Jianyun, vice Presidente del Turismo tibetano, la sua azienda, con sede a Lhasa ma quotata anche alla borsa di Shanghai, ha ottenuto l'approvazione del governo centrale per la costruzione di una struttura destinata soprattutto ad una clientela di alto livello. Il costo per la realizzazione dell'hotel dovrebbe essere di circa 100 milioni di yuan (11 milioni di euro). L'idea e' nata dal fatto che molti clienti prestigiosi abituati a soggiornare in altre parti della Cina in alberghi a cinque stelle, hanno lamentato il fatto che invece la zona del Tibet orientale e' attualmente sprovvista di sistemazioni alberghiere di buon livello. Le uniche soluzioni per chi vuole soggiornare in questa zona sono infatti, per ora, alcuni ostelli della gioventu' e qualche guest house gestita dalla popolazione locale.
Il nuovo albergo sara' invece gestito da un management straniero. Nonostante l'indubbio fascino della location, tuttavia, la scelta del canyon come luogo per impiantare il nuovo hotel non convince tutti. Yang Yong, un esploratore che fu tra i primi a fare trekking lungo il canyon nel 1998 per 35 giorni, e' molto perplesso. ''La veduta e' spettacolare - ha detto Yang - ma in quella zona i pericoli sono molti, slavine,
serpenti, malattie portate dalle zanzare, inondazioni improvvise. E ognuna di queste cose puo' colpire chi vi si
reca''.

martedì 31 agosto 2010

Oh Eun Sun non è arrivata sulla cima del Kangchenjunga?

La Federazione Alpinistica Coreana non crede alla vetta di Oh Eun Sun sul Kangchenjunga. La settimana scorsa la Federazione ha vagliato le foto e i dati della spedizione insieme a 7 alpinisti veterani coreani. “I sette alpinisti sono d’accordo sul fatto che le immagini mostrate da Miss Oh non corrispondano al paesaggio attuale della montagna. Sono anche d’accordo sul fatto che la relazione fatta da Miss Oh sulla sua ascensione al Kangchenjunga sia poco credibile.” Subito dopo è arrivata la “ratifica” di Miss Hawley, per la quale la salita non è più riconosciuta. A meno che la coreana non mostri nuove prove a suo favore, il titolo di regina degli ottomila andrebbe quindi ad Edurne Pasaban.

Tibet su Raiuno

''Passaggio a Nord Ovest'', il programma di Alberto Angela, in onda domani alle 23.30, su Raiuno trasmetterà un filmato dedicato alle montagne del Tibet orientale, sulle ripide sponde del fiume presso il villaggio di Yanjing dove le donne raccolgono una polvere bianca come neve: il sale.

lunedì 30 agosto 2010

India-Bihar: attacco maoista

Almeno sei poliziotti sono stati uccisi in un attacco dei maoisti avvenuto ieri sera nello stato settentrionale del Bihar. Lo riporta l'agenzia indiana Ians. L'incidente e' avvenuto in una remota zona boschiva del distretto di Lakhisarai. Una pattuglia di una forza di polizia paramilitare che stava pattugliando la zona e' stata assalita da un gruppo di circa 150
maoisti. Lo scontro e' durato diverse ore e ha causato anche sette feriti tra le forze di sicurezza indiane. 

venerdì 27 agosto 2010

India-Cina: disputa sul Kashmir

L'India ha sospeso uno scambio bilaterale militare con la Cina in seguito al rifiuto da parte di Pechino di concedere il visto d'ingresso a un generale dell'esercito proveniente dalla zona contesa del Kashmir indiano. La notizia è stata riportata dal Times of India e confermata in un comunicato diffuso stamattina dal Ministero degli esteri che non ha però fornito dettagli sui motivi della sospensione. «La visita non è avvenuta per alcune ragioni. I nostri scambi con la Cina sono importanti, ma occorre una maggiore sensibilità per i reciprochi interessi. È in corso un dialogo su questi temi» si legge. Secondo il quotidiano, il governo cinese ha negato il visto al comandante del settore settentrionale, il generale B.S. Jaswal, che doveva recarsi a Pechino per uno «scambio ad alto livello» con i vertici dell'esercito di Pechino che avviene regolarmente da alcuni anni nel mese di agosto. Nel rifiutare il permesso, i cinesi hanno detto che l'ufficiale non era «benvenuto» perchè incaricato a «controllare» un'area che è oggetto di contesa. Il Kashmir indiano, che fa parte dello stato di Jammu e Kashmir, è al centro di una decennale disputa territoriale con il confinante Pakistan e, in parte anche con la Cina. Nonostante il miglioramento delle relazioni, soprattutto in campo economico, i due giganti asiatici sono ancora divisi da diverse dispute di confine, oltre che sull'ospitalità concessa dall'India al Dalai Lama in esilio e alla comunità dei rifugiati tibetani. La Cina, in particolare, non riconosce lo stato indiano nord orientale dell'Arunachal Pradesh. Lo scorso anno il governo di New Delhi aveva duramente protestato con Pechino per la prassi di rilasciare visti «speciali», non timbrati direttamente sul passaporto, ai cittadini del Kashmir indiano.

giovedì 26 agosto 2010

La Cina ammonisce l'India su Dalai Lama

La Cina ha dichiarato di sperare che l'India ottemperi al suo impegno di non lasciare che i tibetani si dedichino ad attivita' anti-cinesi e ''tratti prudentemente la materia'' in modo da non danneggiare le relazioni bilaterali fra i due paesi. Lo riporta la stampa locale. Commentando per la prima volta il recente incontro tra
il Primo Ministro indiano, Manmohan Singh e il Dalai Lama, il portavoce del Ministero degli esteri cinese ha detto che l'opposizione di Pechino a che i leader stranieri incontrino il leader spirituale tibetano e' stata fatta sapere all'India. ''La Cina - ha detto il portavoce cinese si oppone agli incontri tra i leader politici stranieri con il Dalai Lama e noi abbiamo fatto chiaramente presente questa nostra posizione all'India''. ''Il governo indiano - ha proseguito - ha in diverse occasioni detto espressamente di riconoscere la regione del Tibet come parte della Repubblica Popolare cinese e di non permettere ai tibetani di avere dei comportamenti anti-cinesi o di compiere attivita' politiche in chiave anti-cinese in India. La Cina spera che l'India voglia rispettare questo impegno per il bene delle relazioni reciproche''. Il ministro degli esteri indiano, S M Krishna, a proposito dell'incontro tra il premier indiano e il Dalai Lama aveva chiarito che l'India considera il leader tibetano come un ''ospite d'onore'' ma non lo incoraggia a effettuare attivita' politica. Il mese scorso il Dalai Lama incontro' il Sottosegretario agli esteri indiano Nirupama Rao. In quell'occasione Pechino non ebbe nessuna reazione esplicita all'incontro. La Cina considera il Dalai Lama un separatista che sta cercandodi dividere il Tibet dalla Cina.

Tibet, lanciato appello per la liberazione di Tragyal

L'Unione internazionale degli editori, con base a Ginevra, ha lanciato un appello per la liberazione dello scrittore tibetano Tragyal, 47enne, accusato d'incitamento al separatismo dalla autorità di Pechino. L'uomo, lo ricordiamo, è imprigionato in Cina (nella provincia del Qinghai) dal 23 aprile scorso.

Il gruppo ha fatto sapere di aver indirizzato una lettera direttamente al presidente Hu Jintao, esprimendo le loro preoccupazioni.

Conosciuto sotto il nome di Shogdung, l'intellettuale tibetano ha pubblicato un libro - che ha riscosso un ampio successo - dal titolo "Separare il cielo dalla terra", libro che però non aveva ottenuto l'autorizzazione di Pechino. L'opera tratta degli scontri avvenuti nel 2008 a Lhasa.

Secondo l'Unione internazionale degli editori, il suo arresto viola i diritti fondamentali della libertà di espressione sanciti dall'ONU.

mercoledì 25 agosto 2010

Autostrada 110: code provocate da camion

Sarebbe dovuto ad un improvviso aumento del trasporto di carbone proveniente da miniere illegali il gigantesco ingorgo nel quale da 11 giorni sono bloccati migliaia di mezzi nel nord della Cina sull' autostrada 110 che collega Pechino al Tibet. Lo hanno dichiarato alcuni autisti dei camion coinvolti nell' ingorgo al quotidiano Notizie di Pechino. La polizia stradale ha attribuito l' interminabile coda, che gia' due giorni fa ha superato i cento chilometri di lunghezza, ai lavori in corso sull' autostrada e ad alcuni minori incidenti che si sono prodotti a causa del traffico intenso.  Ma la spiegazione data dagli autisti intervistati dal quotidiano e' diversa. La Cina ottiene dal carbone il 70% dell' energia che consuma. Pechino e i suoi dintorni venivano riforniti di carbone dalle miniere della vicina provincia dello Shanxi, in gran parte illegali. Queste sono state al centro dell' attenzione per l' alto numero di vittime tra i minatori, che perdono la vita in esplosioni, inondazioni e frane (in tutto il paese l' anno scorso 1600 minatori sono morti in incidenti sul lavoro). Le miniere dello Shanxi sono state sottoposte a controlli severi, e molte costrette a chiudere i battenti. A sopperire all' improvvisa mancanza di rifornimenti sarebbero quindi intervenute le miniere della piu' lontana Mongolia Interna.  Gli autisti hanno spiegato che da questa provincia preferiscono raggiungere la capitale attraverso l' autostrada 110 perche' non ci sono controlli e non sono costretti a corrompere i poliziotti che li fermano per non farsi sequestrare il carico.  Le autorita' addette al traffico sostengono intanto che la situazione e' leggermente migliorata e che gli automezzi hanno ripreso a muoversi, seppur alla bassissima velocita' di un chilometro all' ora.

Maxi-coda sull'autostrada che collega Pechino al Tibet

Una maxi-coda di oltre cento chilometri sull'autostrada che collega Pechino al Tibet ha paralizzato una delle principali arterie del Paese con migliaia di automobilisti che sono in coda ormai da nove giorni, e le autorita' che non si aspettano di smaltire la coda prima di un mese. Lo riportano i media locali. Il maxi-ingorgo, cominciato il 14 agosto, e' dovuto al fatto che la strada vicina, la National Expressway 110 normalmente utilizzata dai camion, e' chiusa per lavori. Tutto il traffico e' quindi dirottato sulla strada alternativa, che non ha pero' capacita' sufficiente. E al momento non si riesce nemmeno a rimuovere le molte macchine che sono in panne, perche' non c'e' modo per raggiungerle e toglierle dal traffico. ''La congestione e' provocata dall'insufficiente capacita' dell'autostrada, per via dei lavori sulla National Expressway 110'', fanno sapere le autorita' di Pechino che hanno inviato^400 vigili a gestire la situazione. La super-coda ha fatto pero' bene all'economia della zona: lungo i cento km di auto allineate sono sorte bancarelle di ogni tipo, messe in piedi dagli abitanti locali, e anche centri ricreativi che organizzano tornei di carte e piccoli concerti.

martedì 24 agosto 2010

Incidente aereo in Nepal, morti turisti

Un piccolo aereo di una compagnia nepalese si è schiantato oggi dopo il decollo dall'aeroporto di Kathmandu. Secondo le prime informazioni al momento dell'incidente imperversava il cattivo tempo. Tutte le 15 persone a bordo hanno perso la vita. Tra loro vi erano anche alcuni turisti di nazionalità statunitense e giapponese. Il velivolo era diretto verso l'Everest.

Le squadre di soccorso messe in campo dalle forze di sicurezza nepalesi non sono ancora arrivate sul luogo dell'incidente, situato a circa 20 chilometri a sud di Kathmandu. Le forti piogge sulla capitale nepalese infatti impediscono il decollo degli elicotteri.

Due anni fa, nella stessa zona a Lukla, 18 persone, tra le quali 12 tedeschi, avevano perso la vita in un incidente analogo.



giovedì 19 agosto 2010

Kirghizistan: alpinista italiano disperso

Un alpinista trevigiano, Luca Tessarin, 46 anni, di Mogliano Veneto, risulta disperso da Ferragosto su un ghiacciaio kirghizo della catena montuosa centroasiatica del Tien Shan, in seguito ad una valanga che l'ha
travolto a 4800 metri di altitudine insieme ad altri due alpinisti polacchi. Lo hanno confermato all'ANSA il consolato onorario italiano a Bishkek, capitale del Kirghizistan, e l'agenzia locale Aksai Travel che aveva organizzato l'escursione. La notizia era apparsa oggi su alcuni quotidiani veneti e trova conferma alla Farnesina. L'agenzia Aksai Travel ha riferito che e' stato recuperato il corpo di un alpinista polacco ed e' stato ritrovato vivo il suo connazionale, mentre di quello italiano si sono perse le tracce dal 15 agosto. L'agenzia tiene i contatti tramite un telefono satellitare con il campo base piu' vicino al luogo della disgrazia e dal quale ogni giorno partono le ricerche. La valanga si e' abbattuta sulla parte meridionale del ghiacciaio
Inilcek, in territorio kirghizo, sulla vetta del Khan Tengri (oltre 7000 metri), in una catena che si snoda tra Kirghizistan, Kazakstan e Cina. Il consolato onorario italiano di Bishkek ha riferito di essere in contatto via mail con la moglie di Tessarin.

mercoledì 18 agosto 2010

Nepal: rinviata l'elezione del primo ministro

Il Parlamento nepalese ha deciso di rinviare alla prossima settimana l'elezione del primo ministro. Ne danno notizia i media locali. Il voto, il quinto in un oltre un mese, e' stato rimandato in seguito alla morte di una parlamentare maoista vittima di un incidente domestico. A causa del profondo disaccordo fra i tre principali partiti, nessuno dei due candidati in lizza (il leader maoista Prachanda e Ram Chandra Poudel, del Congresso Nepalese) gode della maggioranza dei 601 seggi dell'assemblea legislativa provvisoria di Kathmandu. Secondo alcuni osservatori, un eventuale voto avrebbe comunque portato anche oggi a un nulla di fatto.

martedì 17 agosto 2010

Lakakh: il primo ministro Singh promette pronta ricostruzione

Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha promesso di ricostruire entro l'inverno tutte le case distrutte nel Ladakh, la regione del Kashmir devastata dalle inondazione dello scorso 6 agosto in cui hanno perso la vita oltre 180 persone. Il premier, giunto oggi nel capoluogo Leh, che sorge a 3.300 metri di altitudine, ha anche annunciato risarcimenti per le vittime, secondo quanto riporta l'agenzia Ians. «Nei prossimi due mesi e mezzo costruiremo ospedali, scuole, collegamenti elettrici e strade. I soldi non sono un problema», ha assicurato Singh, che aveva già garantito ogni assistenza possibile nel suo dicorso alla nazione pronunciato domenica dal Forte Rosso di New Delhi in occasione della Festa dell' Indipendenza indiana. Nella regione a maggioranza buddista e meta turistica, era arrivato ieri  anche Rahul Gandhi, figlio dell'italo-indiana Sonia e responsabile dell'ala giovanile del partito del Congresso. Intanto continua il ponte aereo organizzato dall'esercito per soccorrere la popolazioni nelle vallate isolate per il blocco di strade e crollo di ponti. L'aeronautica militare indiana (Iaf) ha fatto sapere di aver distribuito finora 300 tonnellate di aiuti e trasportato in salvo circa 820 persone, tra cui numerosi turisti stranieri sorpresi dalle alluvioni mentre erano impegnati in trekking e escursioni ai tanti monasteri tibetani della regione.

Gansu: altre decine di morti

Ancora morti a causa del maltempo in Cina. Secondo quanto riferisce l'Agenzia Nuova Cina ieri le piogge
torrenziali hanno causato altre 36 vittime nella città di Longnan, nella già martoriata provincia nord occidentale del Gansu. Ventitrè i dispersi.Le vittime di ieri si vanno ad aggiungere ai 1.254 morti e oltre 400 dispersi causati dalle inondazioni dei giorni scorsi nel distretto di Zhouqu, sempre nella provincia del Gansu.

lunedì 16 agosto 2010

Gansu: si fermano le ricerche dei superstiti

Le autorita' cinesi hanno dichiarato terminate le ricerche delle quasi 500 persone che ancora risultano disperse nella provincia nord-occidentale del Gansu a seguito delle violente inondazioni che hanno colpito la zona oltre una settimana fa. Secondo l'ultimo bilancio le vittime sono 1.254 e i dispersi 490. Sembra che la decisione di fermare le ricerche dei cadaveri sia dettata anche dal fatto che essendo passati diversi giorni si tratta ormai di corpi in decomposizione che, se esumati, potrebbero diffondere epidemie e fare nuove vittime.
Le squadre di soccorso sono ormai dedite non piu' alla ricerca dei dispersi, ma a sgomberare le strade dal fango e dai detriti mentre e' ancora diffusa la paura che nuove piogge possano portare ulteriori danni nei prossimi giorni.

Sciopero dei trasporti in Nepal: 100 arresti

La polizia nepalese ha arrestato ieri 100 dimostranti che hanno indetto uno scipoero dei trasporti. Lo sciopero aveva come scopo la richiesta ai partiti politici l'immediata ripresa dei lavori per approvare la nuova costituzione. Il processo per approvare la nuova costituzione si è arenato dal mese di maggio soprattutto dopo la crisi di governo e le dimissioni, in giugno di Madhav Kumar Nepal. Ad oggi il parlamento non è ancora riuscito a raggiungere un accordo per eleggere il Primo ministro.

Gansu: ancora vittime

È ancora aumentato il bilancio delle vittime delle inondazioni e smottamenti che la settimana scorsa hanno interessato il nord-ovest della Cina: le autorità cinesi hanno fissato in 1'248 il nuovo bilancio, da 1'238 di stamattina. Sono ancora 496 i dispersi, mentre il precedente bilancio era di 505 mancanti all'appello dopo il maltempo che ha colpito Zhouqu, nella prefettura autonoma tibetana di Gannan, nella provincia di Gansu.
Anche i soccorritori ieri mattina hanno partecipato al lutto nazionale, fermandosi in silenzio per tre minuti alle 10.00, unendosi a tutto il paese. Le bandiere sono state messe a mezz'asta in tutta la Cina e le manifestazioni previste per oggi annullate.

venerdì 13 agosto 2010

Ergastolo a uomo d'affari tibetano avvolto nel mistero

E' avvolta nel mistero la condanna al carcere a vita inflitta dalla Cina a Dorje Tashi, uno degli uomini d'affari più ricchi del Tibet. La notizia è stata divulgata da alcune organizzazioni non governative, mentre la stampa ufficiale tace. All'uomo, proprietario dello Yak Hotel di Lhasa, sono stati confiscati tutti i beni, per un valore che si aggira attorno ai 680 milioni di franchi.

Sempre secondo fonti ONG, nello stesso processo, è stato condannato a 6 anni di carcere anche il fratello Dorje Tseten. Nessuno è per ora a conoscenza delle accuse volte nei loro confronti.

Dorje Tashi, considerato molto vicino ai leader politici locali, non ha mai svolto attività politica attiva e sembra non abbia mai calpestato i piedi a nessuno. L'ipotesi più gettonata è che abbia fatto donazioni segrete ad alcuni monasteri (anche se la pena non sarebbe proporzionata al reato) o avrebbe inviato soldi al Governo in esilio tibetano a Dharamsala. Il suo arresto risale al 2008, subito dopo le proteste scoppiate a Lhasa.




Mostra a Zurigo sull'arte sacra del Buthan

«Buthan - l'arte sacra dell'Hymalaya» è il titolo di  una mostra  al Museo Rietberg di Zurigo. Fino al 17 ottobre potranno essere ammirati più di cento fra statue e dipinti, che sono stati selezionati in collaborazione con monaci, ricercatori ed autorità del piccolo regno hymalaiano stretto tra l'India e la Cina. Ancor'oggi il buddismo tantrico è l'elemento centrale della vita culturale, politica e religiosa del Buthan, scrivono in una nota gli organizzatori. Gran parte delle opere esposte non sono mai state mostrate fuori dal Buthan e provengono da monasteri e templi dove sono tuttora utilizzati nelle cerimonie religiose. Anche a Zurigo le opere sono presentate da due monaci buddisti, che ogni giorno, alle 10.30 e alle 10.00, effettueranno all'interno del museo dei riti di purificazione.

Ladakh: vescovo, i morti sono il triplo di quelli annunciati

Le vittime del maltempo abbattutosi la settimana scorsa sulla regione del Ladakh (India settentrionale) sono almeno tre volte quelle ufficialmente comunicate dal governo indiano. Lo sostiene oggi il vescovo cattolico del Jammu e Kashmir, monsignor Peter Celestine Elampassery. Citato dall'agenzia cattolica CathNews, monsignor Elampassery ha riferito che «abbiamo mandato il nostro direttore degli affari sociali a verificare la situazione e ad aiutare le vittime. Anche i nostri sacerdoti e le suore del distretto stanno cercando di venire
incontro alle necessità delle vittime». Secondo il religioso, le organizzazioni impegnate nelle operazioni di soccorso stimano in almeno 500 le persone morte per le inondazioni, che hanno anche distrutto numerose abitazioni.Le cifre ufficiali sui decessi, invece, parlano di 183 morti, fra cui 23 stranieri e molte decine di feriti.
«A mano a mano che i soccorritori giungono nei luoghi colpiti - ha concluso il vescovo - estraggono sempre nuovi cadaveri dalle macerie e dal fango».

Gansu, ancora vittime

Sono 19 finora le vittime del maltempo nella zona occidentale della Cina, che si aggiungono alle 1144 vittime (in base all'ultimo bilancio) delle alluvioni dei giorni scorsi a Zhouqu. Lo riferisce l'Agenzia Nuova Cina. Venti i dispersi. A Longan, nel Gansu, 10 persone sono morte e 12 sono disperse.In un comunicato le autorità locali hanno inoltre fatto sapere che circa 10.000 persone sono ancora intrappolate a causa delle inondazioni. A Tianshui, sempre nel Gansu, quattro persone sono morte e otto disperse. Nel Sichuan, a Mianzhu, le colate di fango hanno trascinato via, uccidendole, cinque persone. Cinquecento restano ancora intrappolate in aree montagnose, difficili da raggiungere anche per i soccorritori.

giovedì 12 agosto 2010

Tibet, in migliaia al monastero Drepung

http://www.corriere.it/gallery/esteri/08-2010/lhasa/1/cerimonie-buddiste_2ceebf3e-a55b-11df-80bf-00144f02aabe.shtml#1

Ladakh: si temono epidemie

Dopo le vittime e le distruzioni portate dalla calamita' naturale abbattutasi venerdi' scorso sulla regione del Ladakh, nel Kashmir indiano, e sulla storica citta' di Leh, i soccorritori stanno facendo di tutto per reprimere lo scoppio di possibili epidemie. Lo scrive oggi il quotidiano The Times of India. Secondo le cifre rese disponibili dalla Protezione civile indiana, i morti sono finora 185 ed i dispersi alcune centinaia, fra cui un gruppo di decine di italiani con cui ancora non vi sono contatti.Medici operanti nella zona e esperti del Drdo, organismo del ministero della Difesa che interviene in occasioni di catastrofi naturali, hanno segnalato un forte aumento delle gastroenteriti fra la popolazione colpita dovuto all'acqua contaminata, mentre vi sono casi di persone con sintomi di colera e tifo. Il dottor W. Selvamurthy, responsabile dei controlli del Drdo, ha sottolineato che ''non esiste un sistema di drenaggio adeguato a Leh. L'acqua potabile e' stata inquinata da fango, cadaveri e altri corpi in decomposizione sparsi dappertutto. Abbiamo forti timori di possibili epidemie di colera, tifo e gastroenterite''.

Gansu: maltempo e pioggia sulle aree già colpite

Nuovi violenti acquazzoni stanno portando paura e altri danni nella regione cinese di Zhouqu, già distrutta dalle inondazioni e gli smottamenti di sabato che hanno fatto 1.117 vittime e oltre 600 dispersi. Secondo quanto riferiscono le autorità locali, sembra che i detriti e le colate di fango trascinati dalle forti piogge abbiano di nuovo creato un blocco nel fiume Bailong, determinando nelle prime ore di stamani un innalzamento di circa tre metri del livello dell'acqua. L'ufficio meteorologico provinciale ha fatto sapere che nelle prossime 24 ore sono attese nuove piogge che dovrebbero continuare anche durante tutta la giornata di domani. Si teme che il maltempo possa ostacolare le operazioni di soccorso.

mercoledì 11 agosto 2010

Gansu: frane, sale a più di 1100 il bilancio delle vittime

Il bilancio delle vittime delle frane provocate dalle piogge torrenziali che hanno colpito la provincia nord
occidentale cinese del Gansu è salito a 1.117 mentre i dispersi sono 627. Lo riferiscono le autorità locali rivedendo il precedente bilancio che parlava di 702 vittime.

Ladakh: rientri in corso ma continuano le ricerche

Circa 60 italiani, secondo le stime della Farnesina, si trovano nelle valli interessate dalle alluvioni e ''si moltiplicano gli sforzi per favorire l'afflusso dei connazionali ancora in viaggio da località isolate verso i centri di Srinagar Manali e la stessa Leh''. Diverse decine di connazionali, secondo il Ministero, hanno già lasciato la zona ed altri sono in procinto di farlo con i tempi dettati anche dal precario stato delle infrastrutture. Inoltre, prosegue la nota, sono stati rafforzati i voli da Leh per facilitare il deflusso e continua lo stretto coordinamento tra le Ambasciate europee a New Delhi per assistere i turisti in rientro dal Ladakh e sprovvisti di documenti di viaggio.  Proseguono intanto le ricerche del corpo di Riccardo Pitton: ''le autorità indiane - assicura la nota - hanno perlustrato in elicottero la zona dove è scomparso il connazionale e hanno assicurato che le ricerche proseguiranno nei prossimi giorni''. La Farnesina avverte inoltre che dalle ''informazioni raccolte sul terreno'' risulterebbe che molti turisti vorrebbero, visto il miglioramento delle condizioni meteorologiche, ''continuare le escursioni programmate'' e che ci sarebbero altri italian in arrivo. ''A tale riguardo - avverte la Farnesina - in considerazione della perdurante precarietà delle condizioni di sicurezza, l'Unità di Crisi sconsiglia ogni viaggio nella regione del Ladakh fino al ristabilimento della situazione''.

La Mongolia percorsa sulle due ruote

Al via in Mongolia la prima corsa con mountain bike.

http://www.corriere.it/sport/10_agosto_10/mountain-bike-mongolia_5f25ec64-a49f-11df-aae8-00144f02aabe.shtml

Gansu: in arrivo nuova tempesta

Una nuova tempesta tropicale, denominata Dianmu, minaccia il nordovest della Cina gia' flagellato da frane e inondazioni che hanno causato almeno 700 morti. Lo riferisce Bbc online. Secondo gli esperti, Dianmu dovrebbe causare tre giorni di piogge torrenziali, muovendosi da nord verso nordovest e colpendo la provincia di Gansu. "Dobbiamo prendere atto delle difficolta' nelle operazioni di soccorso", ha detto il premier Wen Jiabao citato dall'agenzia Nuova Cina. Nella contea di Zhoqu sono arrivate migliaia di tende per offrire riparo alle famiglie rimaste senza casa - circa 1.000 quelle andate distrutte, 3.000 quelle alluvionate - mentre i gruppi dei soccorritori continuano la disperata ricerca di sopravvissuti, sempre piu' difficile con le ore che passano.

Ladakh, regione distrutta

In Ladakh  sale, non solo il bilancio della tragedia, ma anche il numero dei turisti coinvolti. Centosessanta i morti finora accertati, 23 dei quali stranieri. Oltre a Riccardo Pitton - giovane torinese in vacanza nella regione del Kashmir - vi sarebbero infatti tre francesi, una vittima spagnola, 16 nepalesi e due tibetani.
Pitton, che ufficialmente risulta ancora 'disperso' (non essendo stato ritrovato il corpo), e' nella lista delle persone decedute diffusa da fonti indiane. E anche la Farnesina conferma il suo nome tra i dispersi per i quali ci ''sono consistenti informazioni'' che sia tra le vittime. Domani, comunque, proseguiranno - anche con l'ausilio di elicotteri - le ricerche per ritrovare il corpo. Per ora di certo c'e' la testimonianza degli amici che stavano facendo trekking con lui: ''era dietro di noi, l'abbiamo visto portare via dal fango''. E poi ''piu'
nulla''. Pitton, studente di medicina piemontese e' stato travolto giovedi' scorso da un fiume in piena nei pressi di Skiu, una localita' di una sperduta vallata a sud di Leh. Sono stati i due amici, miracolosamente sopravissuti alla tragedia, a dare l'allarme e a raccontare la loro rocambolesca fuga dalla vallata. Oltre a lui si teme siano scomparsi nella stessa zona anche altri tre stranieri tra cui un francese e un romeno. E mentre aumentano i timori per altre 400 persone di cui si sono perse le tracce - considerata anche la difficile situazione dei collegamenti stradali e telefonici - fonti dell'Ambasciata italiana a Delhi spiegano che ''alcuni connazionali'' non sono ancora raggiungibili. Potrebbero aver gia' lasciato la regione o non esserci mai andati, spiegano invitando chiunque a dare notizie su possibili segnalazioni.  Difficile anche la situazione di alcuni gruppi di turisti, tra cui alcuni italiani, rimasti bloccati dal fango in zone e localita' remote dell'area colpita: nella vasta regione himalayana si trovano ancora intrappolati otto italiani, quattro uomini e quattro donne, secondo una lista ufficiale fornita oggi dal governo indiano. Sette di loro si trovano a Pang, sulla strada che sale da Manali a Leh, insieme a un gruppo di 69 escursionisti di diversa nazionalita'. Per loro - spiegano fonti diplomatiche - si sta cercando di effettuare il trasferimento.  Un'altra italiana e' invece a Biamah Batalik, nella parte occidentale della regione insieme a una comitiva di sette turisti. Non e' chiaro, per le difficolta' logistiche, quando potranno essere portati in salvo dagli elicotteri militari. Un altra comitiva di 7 persone e' stata invece portata oggi da Pang in una localita' piu' a valle, in attesa di essere trasferita a Delhi. Secondo la Farnesina, sono invece stati rintracciati gli altri italiani, si pensa siano circa 200, che si trovano a Leh o in posti al sicuro in attesa di tornare a New Delhi per poi essere rimpatriati. E alcuni di loro sono gia' riusciti a lasciare la regione come nel caso di Patrizia Caiffa, giornalista italiana, che ha raccontato l' 'odissea' vissuta negli ultimi giorni sottolineando la gravissime condizioni in cui versa la popolazione locale.  I connazionali sono assistiti da un diplomatico dell'ambasciata italiana di New Delhi, Gianluca Brusco, giunto a Leh per coordinare la raccolta delle informazioni su eventuali ^dispersi e coordinare il piano di evacuazione che potrebbe  richiedere alcuni giorni a causa dell'affollamento dei voli  aerei verso la capitale indiana. Secondo fonti diplomatiche comunque l'incaricato avrebbe ottenuto canali preferenziali di evacuazione nel caso di eventuali situazioni di emergenza.  Intanto e' ancora emergenza in Ladakh dove si continua a scavare alla ricerca dei corpi dei dispersi. Secondo una fonte  governativa locale, il 40% delle infrastrutture, compresi canali di irrigazione, strade e ponti, e' stato completamente  distrutto, mentre solo il 20% non e' stato danneggiato dalle  alluvioni assolutamente eccezionali per la regione desertica  conosciuta come il ''piccolo Tibet''.

martedì 10 agosto 2010

Gansu: si aggrava la situazione

Sono aumentate a 702 le vittime delle disastrose inondazioni che hanno colpito la contea cinese di Zhoqu, nella provincia nord orientale del Gansu. A meno di 24 ore dall'annuncio delle autorità di un bilancio di 337 morti, oggi i funzionari del governo locale hanno, in conferenza stampa, raddoppiato la cifra annunciando anche che i dispersi sono scesi a 1042, invece dei 1148 annunciati ieri. Il disastro sta assumendo sempre più i contorni della catastrofe, cosa peraltro annunciata dal fatto che molti villaggi sono ancora sotto il fango, in alcuni punti alto fino a due metri. Inoltre, la circostanza che nelle ore immediatamente successive al disastro lo
stesso premier Wen Jiabao fosse volato a Zhoqu per coordinare i soccorsi, ha fatto pensare che le vittime finali potessero essere molte di più delle 137 dichiarate nell'immediatezza dei fatti. Il nemico da combattere per gli oltre 3000 soccorritori è ancora il fango: un torrente di fango e detriti che copre un'area lunga cinque chilometri, rendendo impossibili i soccorsi. Molti mezzi di soccorso sono bloccati lungo le strade di accesso alla valle, al centro della quale scorre il fiume Bailong. Bloccate anche le tende e i generi alimentari spediti da diverse province cinesi. Militari dell'esercito cinese a bordo di motociclette stanno cercando di raggiungere i villaggi remoti della valle, abitata per il 33% da tibetani. Oltre 200 i sopravvissuti ricoverati negli ospedali della zona, mentre 41 feriti sono ancora in gravissime condizioni nell'ospedale di Lanzhou, il capoluogo del Gansu.